E’ venuto il momento per gli ippici di “vivere come si pensa, altrimenti si finirà per pensare come si è vissuto (Paul Bourget)”.

L’ippica è allo sfascio, il Mipaaf continua a considerare il montepremi un optional, è gestita da un ministero dove nessuno è in grado di dare la pur minima spiegazione, dove le aree tecniche non svolgono le proprie funzioni, dove sono discrezionali l’uso della giustizia sportiva e del rispetto dei regolamenti.

– Il bilancio di previsione del Mipaaf garantisce  – cap. 2295 – un montepremi di € 88.000.000, 74 stanziati dal Mef più 14 dal Mipaaf. Ad oggi il Mipaaf non ha messo un euro e, data la diminuzione dei ricavi dalle scommesse, tutto lascia presupporre che  il montepremi 2018 sarà di € 74.000.000  contro € 94.000.000 del 2017;

 – I pagamenti continuano ad arrivare con un ritardo di sei mesi;

Qualche allevatore ha ottenuto per quanto concerne le provvidenze 2011 una somma superiore a quella calcolabile utilizzando i criteri della deliberazione n° 93 del 2009 -“adozione dei programmi delle provvidenze all’allevamento triennio 2009 -2011”-qualche altro invece di menose non addirittura nulla! L’unica preoccupazione sembra sia quella di non  scoperchiare il calderone.
Chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato…scordammoce ‘o passato,…;

E’ sempre più chiaro – in previsione del palinsesto complementare – l’intento di molti operatori di lasciare l’ippica italiana al suo triste destino per  fornire dati e servizi ai concessionari, da Bet 365  a tanti altri. Il fine non è il mantenimento della filiera ma l’esaltazione delle corse estere;

– Il Mipaaf come l’Unire, giova ricordarlo, era l’Unione Nazionale Incremento Razze Equine, è un ente di diritto pubblico che pone quale fine istituzionale indefettibile la promozione della cultura del cavallo italiano e non, o perlomeno non soltanto, di quello estero. Sembra invece una succursale dei concessionari alle scommesse che ha deciso di mettere una pietra tombale sopra lo sport del cavallo da corsa;

Nonostante i tanti e diversi inviti alla trasparenza si continua a decidere nelle segrete stanze sulla testa di ippodromi, proprietari, allenatori e guidatori. La classificazione degli ippodromi non può da sola giustificare l’eliminazione o lo spostamento di alcuni gran premi e la riduzione giornate e  delle dotazioni. Chi la decide e con quali criteri si intende procedere?

Quasi tutti gli ippodromi italiani hanno forma ovale, l’anello di Foligno invece è ad “otto” e al centro è posizionato il saracino con l’anello da infilzare dal cavaliere. Il Mipaaf ha evidentemente ritenuto che i 2 tracciati siano conformi e certificato che la pista della quintana di Foligno fosse idonea per correre con i cavalli purosangue.

L’ippica perde 30.900 al giorno, 11.200.000 in proiezione annua e qualche ruffiano continua a dire che tutto va bene;

Però, lo ricordiamo, il cervello delle persone funziona ancora e se le tratti per troppo tempo come dei subnormali alla fine si ribellano.

Organismo Ippico Italiano

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