Nella trasmissione televisiva “Ippica domani” abbiamo assistito all’ennesima rappresentazione di una realtà declinata in una sola dimensione senza un contraddittorio.

Unico a dire come stanno le cose il Presidente della Associazione degli allenatori Galoppo Riccardo Menichetti che ha più volte ribadito l’impossibilità di dialogo con il MIPAAF.

Qualcuno si è chiesto perché l’ UNIRE/ASSI sono stati soppressi!

Facciamo chiarezza su alcuni punti che il conduttore e alcuni partecipanti hannosimpaticamente dimenticato”:

UNIRE  e ASSI  sono stati aboliti per il semplice motivo che erano supportati da bilancifasulli” che erano in pareggio in quanto come scritto sia dal collegio sindacale sia dalla società di revisione, erano conteggiati dei crediti totalmente inesigibili pari a circa 80/90 M a fine 2012;

Tutti gli ippici si ricordano, tranne i cantori del ministero, che nel triennio 2013/2015 tutto il comparto si è visto sottrarre dal montepremi di quegli anni circa 80M per pagare i premi del 2012.

Passando poi al tentativo di “Trotto Italia” che ora si vuole riproporre è fallito non per motivi sconosciuti ma per mancanza di trasparenza, un colpo di mano con i soldi dei soci Anact e Federnat.

Riproponiamo a tal proposito un’email di Giorgio Sandi
“..Tre settimane dopo, venerdì 31 marzo, con qualche scambio di mail tra i promotori (meglio, gli allora promotori) riceviamo a sorpresa una convocazione presso un notaio di Firenze per il lunedì successivo per sottoscrivere l’atto costitutivo, senza allegare il testo dello Statuto e senza poterne quindi verificare – e condividere, così si sarebbe dovuto fare – il contenuto. Ogni tentativo da parte mia, di Luca Rocca- e di Massimo Pierini -, di conoscere il testo – modificato rispetto alle bozze circolate fino a quel momento – o di spostare di qualche giorno la data per poter riesaminare e condividere una versione finale viene respinto. I fatti successivi sono noti a tutti…caro Cesare – Meli –  a tutti noi piace fare ma se mi fossi comportati io nel modo sopra raccontato saresti stato il primo – e con diritto – a ritenerlo inaccettabile e sbagliata…) “

E una seconda di Ilaria Vecchi già pubblicata il 16 maggio 2017
“…..Argomento TROTTO IT­ALIAcon iniziativa personale senza alcun mandato dal consiglio, presidente segretario ed altri consiglieri presumo invitati vanno da un notaio per registrare uno statuto.
Prima domanda se ci siete andati a titolo personale non esiste che venga associata ANACT alla Vostra iniziativa personale (se fosse così posso fondare trotto Europa che geograficamente è più importante di trotto Italia ed utilizzare sede a proprio piacere).
In consiglio non si è mai parlato di notaio la Vostra e’ stata una forzatura alla possibilità di lavorare ad un progetto che è stato presentato in un foglio di carta scritto in italiano sempliciotto con attori ben diversi da quelli che si sono poi presentati dal notaio. Non entro nel merito della iniziativa, ma nelle modalità con cui si vuole realizzare che non segue mai una regola quella di coinvolgere il consiglio.
Domanda chi ha pagato il notaio?
Per fortuna che passerà tutto in assemblea generale o in quella straordinaria e confido nel buon senso degli allevatori!
Non mi piace questo modo di gestire le cose, ci sono regole e vanno rispettate cosa che puntualmente non viene fatto, mi rivolgo al Presidente, tra gli allevatori che rappresento c’è molto mal contento ed hanno ragione! L’ANACT è degli allevatori non è il mezzo per ottenere benefici personali! Mi sono candidata per dare un contributo personale non sono incollata alla poltroncina da consigliere e non mi invidio in questa posizione fatevi un esame di coscienza se ne avete!”

Come dice Canticaun’operazione truffaldina(Cantica 20.04.2018) in cui a nostro avviso si sono scontrati Valter Ferrero e Giogo Sandi con quest’ultimo che giustamente ne ha preso le distanze e che ora si ripropone di formare un Ente Tecnico escludendo probabilmente Ferrero e Francesco Gragnaniello, presidente dell’UPT, l’unica associazione dei proprietari che oggi dopo una meticolosa quanto discreta campagna di tesseramento – finanziata di tasca propria- conta più di cinquecento tesserati.

Dati alla mano, le altre non rappresentano altro che se stesse.

D’altronde, leggendo i curricula dei candidati ai vertici di Trotto Italia c’è da stare poco allegri.

C’è chi ha patteggiato, chi è stato deferito per una scazzottata nei recinti riservati, chi vuole cambiare spacciatore, chi incassa soldi in nero.
Un eccellente e raffinato vademecum dell’educazione!!

Nessuno che abbia il coraggio di creare un’organizzazione per elaborare un piano strategico per la sopravvivenza dell’ippica e di mettersi le mani nel portafoglio, come hanno fatto l’Organismo Ippico e l’avvocato Gragnaniello.

E’ necessaria un’ippica sana, capace di produrre nell’intero comparto un diverso approccio culturale assumendo come prioritari i valori della qualità, imprenditorialità, rigoroso rispetto delle regole ed etica professionale: una nuova ippica in grado di soppiantare l’ippica delle menzogne, dei personalismi, della poca trasparenza e di un deleterio pseudo assistenzialismo, che hanno caratterizzato la conduzione dell’ex Unire prima, dell’Assi dopo, del Mipaaf e dei cortigiani del “piano di mezzo.

Ciascuna categoria dovrà legittimamente rappresentare e difendere i propri interessi avendo però la capacità di collocarli in un quadro di interesse generale dell’intero comparto, tenendo presente e rispettando gli interessi di tutte le altre componenti (società di corse, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali) ai fini della realizzazione di un disegno comune di rilancio e di stabilizzazione.

Il contrario di quello che Mipaaf, Anact e altre associazioni virtuali stanno facendo.

Perdiamo 30.000 al giorno e si è capaci di sole parole nel vuoto.

Marco Folli – Antonio Merola – Maurizio Mattii

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