Vogliamo sperare che il comunicato uscito il 27 aprile senza riportare in allegato l’obbligatoria comunicazione delle norme di attenzione agli operatori per evitare positività involontarie (documento firmato dall’Italia e disatteso) e senza nemmeno in allegato il disciplinare obbligatorio in merito alla variazione della tipologia dei prelievi da effettuarsi in un giorno di corse sia almeno veritiero del giorno d’inizio delle analisi (e fin qui ci crediamo) ma anche sul laboratorio scelto per le prime analisi (su questo staremo a vedere).

Certo che se su due informazioni una risultasse sbagliata in aggiunta alla mancanza di due documenti essenziali saremmo al ridicolo totale.

Comunque a conclusione di una decisione partorita con quasi due anni di ritardo sugli altri paesi europei si è arrivati non ad un controllo di una pratica ritenuta vietata ma ad una sua liberalizzazione nel 95% delle corse.

E si dal 29 aprile il Mipaaf nella sua massima espressione tecnica e scientifica ha stabilito che è lecito somministrare cobalto nel 95% delle corse italiane in quanto su queste non verrà effettuato nessun controllo tramite prelievi aggiuntivi!

La comunicazione carbonara tramite lettera non protocollata e non firmata dal dirigente responsabile indica che devono essere controllati solo i primi 5 cavalli dei gruppi 1 del galoppo e i gruppi 1 e 2 del trotto, “tutto il resto come diceva Califano è noia………..

Quindi ad oggi gli utilizzatori del cobalto sanno esattamente dove poterlo fare liberamente alla faccia della regolarità delle corse e delle scommesse!

A dire il vero era già stato stabilito che era possibile utilizzare il Bicarbonato in ogni quantità possibile in tutte le corse di galoppo come è facilmente deducibile dal Disciplinare brillantemente compilato dagli ufficicompetenti” ma era il minore dei mali in quanto anche dove venivano effettuati i prelievi, al trotto, i positivi non erano perseguibili con la procedura scritta nel regolamento.

Quanto meno si risparmiavano soldi in controlli inutili!

Tutto questo succede perché il Mipaaf non svolge la sua doverosa azione di controllo sull’operato del laboratorio Unirelab ma entra pesantemente in prima persona su cosa analizzare e come farlo facendo totalmente saltare il rapporto controllato/controllore con grave danno dell’indipendenza del laboratorio.

Del resto i vertici tecnici tengono famiglia e non fanno muro contro ingerenze indebite degli uffici ministeriali per mantenere l’indipendenza analitica essenziale in un consesso di trasparenza.
I vertici amministrativi tengono invece i “parenti scelti” e quindi sono immuni da controlli sull’operato non certo all’altezza (due anni per acquisire uno strumento!) ed infine il vertice politico di Unirelab nominato in barba a concorsi e percorsi trasparenti traccheggia in attesa di coperture politiche.

In tutto il mondo i laboratori sono entità distinte totalmente dall’ente che gestisce le corse e questa indipendenza è un vanto per l’imparzialità e la trasparenza del sistema.
In Italia si assiste invece ad un coprirsi vicendevolmente le spalle perché il politico di turno che nomina i vertici di Unirelab ha interesse a sostenere che tutto funziona per merito di queste scelte.
Il laboratorio non reagisce e si sottomette alla mano che firma i mandati di pagamento e mai si metterà di traverso su scelte anche prevaricanti sulla sua indipendenza analitica (vedi caso cobalto) e gli uffici ministeriali hanno necessità di avere delle foglie di fico a copertura di loro impuntature totalmente illogiche scientificamente.

Chi paga le conseguenze di ciò è la filiera e la sua credibilità.

Occorre un’inversione di rotta, un soggetto che sappia gestire con competenza, accortezza e onestà.

Non degli apprendisti stregoni, espressione di una volontà politica di ridimensionare il settore in un baldacchino, ostaggio dei concessionari e degli speculatori.

Organismo Ippico italiano

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *