Le corse in Italia sono mal gestite. Gli sforzi lodevoli dei vostri allevatori, proprietari, delle stesse società di corse, naufragano di fronte ad un potere politico che, ignorando cosa rappresenti e quanto valga lo sport del cavallo, sfrutta la filiera ippica. Da noi è tutt’altra cosa. France Galop….Ha portato le famiglie negli ippodromi e inventato poi il Quintet…La nostra è come un’impresa privata che paga a Cesare quel che è di Cesare e così facendo salvaguardia la propria autonomia sottraendosi al mortale abbraccio dello Stato”.
Chi parlava così è Louis Romanet presidente di France Galop e della Federazione Internazionale di Horseraging Authorities. Una delle massime autorità mondiali del settore. Noi non abbiamo Louis Romanet, ma un gruppo di incompetenti burocrati, azzeccagarbugli che hanno trascinato l’ippica italiana alla rovina più un pallottoliere difettoso e un gruppo di fedelissimi vertici di categoria sordi e muti dediti più a spolpare gli ultimi pezzi di carne che al bene comune. Rappresentano il braccio operativo di una volontà politica di ridimensionare il settore, di trasformare il settore in un baldacchino ostaggio della politica.
Nel 2018, rispetto al 2017, ogni giorno stiamo perdendo in ricavi dalle scommesse euro 28.854, più di 10.000.000 in prospettiva annua.
Occorrono persone che sappiano gestire con competenza, accortezza e onestà.
Non degli apprendisti stregoni che ragionano solo in un’ottica politica e non tecnica.

Ce li ricorderemo per un pezzo. Che soluzione geniale s’inventeranno i nostri famelici saltimbanchi (laureati alla Normale di Pisa) per convincere i proprietari ad investire?
Che l’inosservanza delle regole (cavalli sostituiti, corse formulate contro regolamento, ordini di arrivi sbagliati, guidatori picchiati per predeterminare gli arrivi, ecc.) servono al Mipaaft per frenare la caduta libera del montepremi e regolarizzare i pagamenti ? Che l’importante è partecipare.
Che non è vero che le scommesse calano a picco, che quelle nuove (inserite in finanziaria, ma mai effettuate) uno di questi anni, prima o dopo, arriveranno.
Che Preu e contributi (14 milioni di euro messi a bilancio e mai pervenuti) li garantiscono di tasca loro?
Che il montepremi non deve essere un voce stabile, ma residuale come lo considera (contro legge) il Mipaaf?
Che con una tessera di maniscalco un allenatore radiato per doping, in Italia può avere accesso ai recinti sorvegliati e in pista, vedi caso Souloy al Lotteria e a Campionato Europeo?
Al massimo tutto questo non ucciderebbe nessuno, costringerebbe soltanto qualcuno a cambiare lavoro e qualcun altro a rubare.

Per quelli che non vogliono vivere onestamente, in fondo, rimarrebbe tutto eguale.

Maurizio Mattii – Marco Folli

GRAN PREMIO TURILLI   Gp. 1   Mt. 2100  € 110.000

1°   8  SONIA                               René LEGATI                          12.0
2°   1  TIMONE EK                      A. GOCCIADORO                   12.2
3°   2  DEMOS RACING             R. ANDREGHETTI                   12.2
4°   6  SUGAR RAY                     Fed. ESPOSITO                       12.3
5°   3  TESTIMONIAL OK          V.P. DELL’ANNUNZIATA      12.6

E dire le femmine!… Sonia, unica femmina di questo Turilli, con una retta di quelle che restano nella memoria mette tutti i maschietti nel sacco.
La corsa fino ai quattrocento finali l’avevano fatta Urlo Dei Venti che si era fiondato subito in avanti e Timone Ek che non aveva tardato a prendere il largo per andare in pressione sul figlio di Mago D’Amore con il piglio dei giorni migliori. All’imbocco dell’ultima curva, mentre Urlo dava chiari segni di cedimento, Timone passava inseguito da Demos Racing e Sonia che si preparava allo spunto finale. A cinquanta metri dal palo Sonia aveva la meglio nettamente di Timone Ek che difendeva con i denti il secondo posto nei confronti di Demos Racing. Più indietro chiudevano Sugar Ray e Testimonial Ok mentre Urlo Dei Venti finiva fuori dal marcatore. 12.0 il ragguaglio al chilometro della figlia di Donato Hanover.
Sonia dunque, a coronamento di un periodo di forma eccezionale, si aggiudica meritatamente il suo primo gran premio di gruppo. Timone Ek offre una prestazione all’altezza dei suoi migliori trascorsi, Demos Racing anche nell’occasione conferma di essere uno dei migliori anziani di prima in attività sulle nostre piste. Quanto a Urlo la debacle è tale che non sappiamo fino a che punto si può giustificare con l’assenza dalle piste di quaranta giorni. Vedremo.

Fral  

 

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