Sab. Lug 20th, 2024

A leggere i commenti sul nuovo decreto nessuno ha capito di cosa si tratta.

La colpa è sicuramente di noi poveri ippici incolti ed approssimativi.

Comunque in fin dei conti quello che preoccupa non è la modalità scelta, DIALOGO COMPETITIVO, ma la finalità che si vuole conseguire.

La scelta di una procedura caratterizzata da  un minor grado di formalismo e da un più accentuato livello di discrezionalità che salvaguardando il principio di concorrenza,  rende  l’ iter più flessibile, diminuendo il livello di formalità e di complessità procedurale, a vantaggio di   una valutazione più rapida ed efficiente.

L’ esperienza degli ultimi anni ci ha dimostrato che anche l’ applicazione del regime della gara più rigido, com’è stato strutturato , spesso non garantisce una selezione più efficiente, i bandi della TV e della comunicazione stanno a rappresentare come bandi inappuntabili abbiano prodotto risultati esecrabili.

Ribadiamo che anche accettando  il pensiero di Macchiavelli :” IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI” applaudiamo il mezzo, DIALOGO COMPETITIVO, ma a quale FINE?

Inoltre questo splendido orizzonte a cui dovremo approdare è stato discusso con qualche stakeholder? (Abbiamo tralasciato ovviamente l’ inutile CONSULTA, di cui ormai si sono perse le tracce)

Il MASAF dovrebbe avere la trasparenza e la condivisione  come primi punti nel suo agire e non ci riferiamo alle modalità burocratiche scelte, ma a quello che dovrà essere l’ obbiettivo da perseguire.

Precisiamo che perseguire genericamente  :

  • Il rilancio dell’ ippica
  • Ottimizzare gi ippodromi
  • Avvicinare il pubblico

Equivale a fare un bando per :

  • Risolvere la fame nel mondo
  • Ottenere la pace

Argomenti sicuramente primari ma ………………………………….

REDANDBLACK

La morte non è
una luce che si spegne.
E’ mettere fuori la lampada
perché è arrivata l’alba

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *