CRITICITA’ FINANZIARIA (CANCELLAZIONE PARTE II°)
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CRITICITA’ FINANZIARIA (CANCELLAZIONE III°)

CRITICITA’ FINANZIARIA (CANCELLAZIONE III°)

Riceviamo e pubblichiamo:

Abbiamo riferito delle riduzioni riservate al trattamento economico in favore delle finalità gestite dalla Cassa (€ 78.243,27 in meno dello stanziamento 2010 rispetto al precedente 2009) ed alla corresponsione del contributo anticipativo 2009 (€ 774.685,35) al cospetto dell’extra riconoscimento economico (costo annuale € 500.000 circa) e dell’extra aiuto finanziario (credito Assi al 14/08/2012 €. 3,7 Milioni), nella esclusiva disponibilità dei dipendenti dell’ex Unire/Assi, per mutui, prestiti ed anticipazioni. Il nostro Legale dettagliò l’inconsistenza delle due affermazioni depositate e sostenute dall’Avvocatura di Stato per conto del Mipaaf (“La differenza fu cancellata nel 2012”) in riferimento alle contribuzioni anticipative 2009 e 2010 richiamando ad ulteriore sostegno la sentenza n. 7663/2017 passata in giudicato (legge fra le parti) oggettivante l’ammontare residuale dei contributi anticipativi 2007/2010.

Pur di fronte a tale inconfutabile realtà (debito sentenziato) il Mipaaf impegnava ulteriormente l’Avvocatura (dispendio di risorse pubbliche) nella seguente controreplica: “Si cerca di introdurre un argomento fuorviante da un punto di vista contabile, ovvero che con delibera n. 70 del 24 gennaio 2013 il Commissario Straordinario del tempo, Prof. C. Varrone, avrebbe provveduto alla cancellazione dei residui della Cassa solo con riferimento all’esercizio 2011. L’argomento è palesemente errato poiché allorché con quel provvedimento si effettuò una cancellazione di tutti i residui passivi riferiti alla Cassa fino al 31 dicembre 2010, e questo proprio in ragione della loro natura “non obbligatoria” poiché diversamente non si sarebbe potuto disporne la cancellazione”.

A parte quanto sentenziato (legge fra le parti) e già pagato, invero la delibera commissariale sopra citata (rendiconto generale esercizio 2011 e cancellazione di residui) recita: “si evince (colonna 17 Rendiconto finanziario gestionale 2011) la cancellazione di residui attivi per complessivi € 1.080,00 e di residui passivi per complessivi € 13.405.545,37 in considerazione del fatto che non sussiste più il relativo titolo giuridico che ne giustifichi il loro mantenimento in bilancio”.

Il riscontro tra la richiamata “colonna 17” del Rendiconto 2011 ed il Partitario impegni residui 2011 evidenzia quanto riassumiamo per esercizio di competenza e quantità di capitoli di spesa (cap.), molti dei quali (29) sono ricorrenti in diversi esercizi: 2002/2008 n. cap. 29 pari a €. 11.111.561,94, 2009 n. cap. 15 pari a €. 1.811.322.84, 2010 cap. 22 pari a €. 482.660,59. E’ di tutta evidenza che l’importo riconducibile alla seconda cancellazione (2010) non trova la debita collocazione tra i residui passivi 2010 per la deficitaria globale consistenza                   (€. 482.660,59) rispetto alla differenza (stanziati €. 1,3 Milioni – impegnato e pagato                 €. 634.150,60) evocata pari a €. 685.850,40.

Sorge una domanda: sbagliare è umano, perché perseverare nell’errore?

CASSA IPPICA

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